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Come nasce il Governo italiano? - Variazioni dal Politichese

Come nasce il Governo italiano?

Una delle domande ricorrenti che ci facciamo dopo un’elezione politica è questa: come nasce il Governo italiano?

Proviamo con questo breve articolo a spiegarne, in maniera semplice, le procedure seguite per la sua formazione.

Il Governo della Repubblica Italiana è un “organo costituzionale” perché previsto dalla Costituzione. Questa frase potrebbe risultare scontata, ma non è così, in quanto, come vedremo, alcuni passaggi adottati per arrivare alla sua nomina ufficiale, non sono proprio riportati per iscritto nella Carta Costituzionale, ma sono appunto, consuetudini.



La fase preparatoria per la formazione del nuovo Governo

Perché un nuovo Governo possa cominciare a lavorare e ricoprire il ruolo che gli spetta nell’esercitare il “potere di applicare le leggi” (potere esecutivo), ha bisogno di ottenere, attraverso una votazione, la fiducia dei due rami del Parlamento: Camera e Senato.

Per cominciare a vederci chiaro e capire a chi affidare l’incarico di formare il Governo, il Presidente della Repubblica avvia una fase preparatoria, la quale consiste nelle più note consultazioni.

Le consultazioni non sono niente di strano, ma semplicemente dei colloqui tenuti tra il Presidente della Repubblica, i delegati delle coalizioni politiche che hanno partecipato alle elezioni e i presidenti di Camera e Senato.

Non esiste un disciplinare, cioè una vera e propria procedura che determina l’ordine delle consultazioni, per cui il Presidente della Repubblica si affida semplicemente al galateo, rispettando l’importanza dei ruoli ricoperti nella Repubblica Italiana. Spesso procede in quest’ordine: i Presidenti delle due camere, gli ex Presidenti della Repubblica e i delegati delle forze politiche.

Il mandato esplorativo per la formazione del nuovo Governo

Proprio in relazione all’importanza determinante della conquista della fiducia da parte del nuovo governo, la quale è espressa dalla maggioranza dei deputati e senatori presenti in aula durante la votazione, spesso, per essere certo che coloro i quali si propongono per governare l’Italia abbiano i voti necessari, il Presidente della Repubblica, prima di conferire il vero e proprio incarico, conferisce il cosiddetto “mandato esplorativo” alla personalità designata a ricoprire la carica di Presidente del Consiglio.

E’ questa una delle consuetudini adottate dal Presidente della Repubblica e non espressamente riportate nella Costituzione, come dicevamo all’inizio.

Il mandato esplorativo non è sempre necessario. Tuttavia il più delle volte lo è; ad esempio quando nessuna coalizione riesce a superare, alle elezioni politiche, la soglia di sbarramento prevista dalla legge elettorale vigente.
Il mandato esplorativo è inoltre importante quando si presenta la necessità di formare un nuovo governo in seguito alla sfiducia espressa ad un governo precedente, senza necessariamente ripassare per le elezioni politiche.

In entrambi i casi, le forze politiche designate per governare, potrebbero avere la necessità di rivolgersi ad altri partiti e chiedere di formare un’alleanza di Governo per raggiungere insieme la maggioranza dei voti per la fiducia.

Come è noto, questa è una fase molto delicata, per via della difficoltà di coalizzarsi tra compagini spesso in opposizione tra loro. Per questo motivo torna utile un incarico non ufficiale, appunto il “mandato esplorativo” .

La nomina ufficiale al nuovo Presidente del Consiglio

Il Presidente della Repubblica, conferisce la nomina ufficiale al Presidente del Consiglio e capo del nuovo Governo, quando quest’ultimo, recandosi nuovamente al Quirinale dopo aver svolto le necessarie consultazioni durante il mandato esplorativo, dichiara di avere i voti necessari per ottenere la fiducia a formare il Governo.

A questo punto viene proposta al Presidente della Repubblica la lista dei Ministri, il quale la firma, e che successivamente viene controfirmata dal nuovo capo del Governo (Presidente del Consiglio dei Ministri).

Il Giuramento

A questo punto il nuovo Governo, come da rituale, presta giuramento alla Repubblica Italiana. Dopo dieci giorni dal giuramento, il nuovo Governo si presenta davanti alle Camere per ottenere l’ormai noto voto di fiducia e, ottenendo il quasi scontato parere positivo, potrà cominciare a lavorare a servizio della Repubblica Italiana.

Fabio Gambacorta

©Riproduzione riservata

Per la stesura di questo articolo sono stati consultati gli articoli 92,93,94,95,96, della Costituzione e l’art. 1, comma 3, della legge n. 400/88




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