Sanzioni alla Russia, il risveglio di Renzi

Dall’ultimo vertice UE finalmente ne viene fuori un risultato diverso da quello che  tutti davano già per scontato. Non ci saranno nuove sanzioni alla Russia. Nel testo finale di conclusione del meeting, sono state modificate alcune parti fondamentali che inizialmente prevedevano ulteriori misure restrittive, per via del ruolo  da protagonista nella guerra in Siria che la Russia occupa. Le nuove restrizioni, di carattere economico, verso la nazione guidata da Vladimir Putin, erano state inserite in una prima bozza del documento conclusivo, il quale ieri è stato ritoccato e firmato dagli stati membri dell’Unione Europea. Germania, Francia e Gran Bretagna, tra i paesi promotori e maggiormente sostenitori di ulteriori sanzioni alla Russia.


Alcune sostanziali sanzioni alla Russia sono già in vigore dal 2014

Misure restrittive europee contro il Cremlino sono già in vigore dal 2014, prodotte in seguito alla crisi Ucraina. La linea meno dura del vertice di ieri, ha solo evitato che si inasprissero ulteriormente i rapporti economici tra l’Unione Europea e la Russia. Tra le principali sanzioni alla Russia in vigore dal 2014 e prorogate fino al gennaio del 2017 troviamo: limitazioni all’accesso dei mercati dei capitali primari e secondari dell’UE per 5 enti finanziari di proprietà dello Stato russo. Divieti sull’esportazione e importazione riguardo il commercio di armi e beni ad uso militare. Limitazioni all’accesso russo a determinate tecnologie utili alla produzione e alla ricerca del petrolio.  Oltre ad altre misure restrittive che riguardano soprattutto l’importazione di beni e la sospensione di alcuni programmi di cooperazione con l’UE.

Renzi si oppone alle nuove sanzioni alla Russia, ma è presto per santificarlo

Secondo fonti europee, come sostenuto dall’agenzia ANSA, sarebbe stato Renzi il promotore del veto a nuove sanzioni alla Russia, coadiuvato da Spagna, Grecia, Austria e Cipro.Obiettivamente la mossa del premier italiano è stata una bella sorpresa per la nostra Nazione. Dopo la decisione della Gran Bretagna di uscire dall’Europa sia aprono nuove prospettive all’interno dell’Unione Europea e questa potrebbe essere l’occasione giusta per entrare con l’invito ufficiale ai pigiama party organizzati dalla capoclasse Merkel. Forse Matteo Renzi, svegliato dal ticchettio dell’orologio che segna l’ora del Referendum Costituzionale, ha pensato bene di fare finalmente qualcosa per giustificare il ruolo affidatogli dal Parlamento. Ma ben venga. Meglio tardi che mai. Tuttavia dopo due anni e mezzo di governo questo potrebbe essere un primo segnale positivo per il nostro Paese. L’Italia è tra le nazioni maggiormente colpite per via delle sanzioni alla Russia. Un inasprimento delle restrizioni avrebbero compromesso ulteriormente la nostra economia. E’ giusto apprezzare la mossa di Renzi, ma con un solo miracolo rimane comunque ben distante dalla canonizzazione.

Fabio Gambacorta



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