Unione Europea, i suoi vini e formaggi contraffatti. Per il Belgio è Ok

I socialisti della piccolissima regione della Vallonia in Belgio avranno il potere di bloccare un fondamentale accordo tra l’ Unione Europea e il Canada. Il CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement), questo il nome dell’accordo internazionale, impedirebbe le contraffazioni di formaggi, vini, prodotti tradizionali e di innovazione provenienti dalla UE. L’Italia, con i suoi prodotti alimentari come il Parmigiano, il prosciutto di Parma e molti altri ancora, è la più colpita dal fenomeno. I negoziati per il CETA hanno avuto inizio nel 2009 e sono terminati nel 2014. La burocrazia europea si inceppa dunque sulla volontà di una regione belga di 3,6 milioni di abitanti, che deciderà il futuro di 500 milioni circa di cittadini europei. Lo stato centrale del governo federale belga non potrà avere il potere di dare il proprio consenso all’accordo, sostenuto da tutti gli stati membri UE, senza il voto favorevole della regione Vallonia.


Dazi doganali Canada – Unione Europea prossimi allo zero

Oltre alle forme più restrittive riguardo le contraffazioni dei prodotti tipici dell’Unione Europea, il CETA ha anche l’obiettivo di eliminare circa il 99% dei dazi doganali con il Canada. Gli esportatori europei, sempre se la Vallonia avrà la gentilezza di non sentirsi così importante, considerato che fino a ieri ne ignoravamo l’esistenza, potrebbero risparmiare fino a 500 milioni di euro l’anno. La già complessa macchina europea, non dovrebbe fermarsi sulle “ambizioncine” di un certo Paul Magnette, capo del governo vallone il quale ha dichiarato di non voler dare, tassativamente, “ mai pieni poteri al governo federale belga”. Ma il bello della storia è che la commissione UE ha chiesto anche di “avere pazienza” con il Belgio. Dopo sette anni dall’inizio del trattato la mossa più indicata è quella di avere rigorosamente pazienza.

Senza accordo niente vincoli per Canada su Ogm

Oltre alle contraffazioni e ai dazi, la burocrazia sbilenca dell’ Unione Europea, inciderà anche notevolmente sulle importazioni da terra canadese. L’Europa, non ratificando il trattato, non potrà evitare l’importazione dal Canada, ad esempio, di quelle carni bovine che non rispettano le normative europee. Difatti nel trattato è contenuta una voce che vieta al Canada di esportare e distribuire prodotti nel vecchio continente, se quest’ultimi non rispettano i vincoli UE sugli Ogm e sugli ormoni della crescita. E’ evidente che se dal 2009 si lavora ad un trattato sui rapporti commerciali, bloccato poi in un solo giorno da una minoranza prossima allo zero, come UE abbiamo un problema. Un’unione tra stati non può vivere sostenendosi solo sulle direttive della Banca Centrale. L’idea della Carta Costituzionale Europea, abbandonata definitivamente, avrebbe dovuto essere una priorità. Senza una regola comune, continueremo a dover chiedere il permesso anche alla Garbatella. Con tutto il rispetto.
Fabio Gambacorta


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